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Latte
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top
Il mwdqlatte è un liquido secreto dalla mwdgghiandola mammaria delle femmine dei mwdwmammiferi, che costituisce l'alimento indispensabile dei neonati di questa mweaclasse zoologica, caratterizzata anche da questa fondamentale particolarità. Chimicamente è un'mweqemulsione di mwegolio in mwewacqua, con globuli di grasso di dimensioni molto variabili, da 0,1 a oltre mwfa10 μm. Il colore mwfqbianco è dovuto al diverso mwfgindice di rifrazione dei grassi, dispersi in emulsione grazie alla mwfwcaseina, rispetto a quello dell'acqua.

Contents

Gusto
Note

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Descrizione

Caratteristiche generali

Il suo scopo è dare nutrimento ai cuccioli durante le prime fasi della loro vita. Dal punto di vista chimico, il latte rientra nella famiglia dei mwhacolloidi, un'mwhqemulsione per l'esattezza, che contiene al suo interno, oltre all'acqua e all'olio, alcune mwhgmacromolecole, ovvero composti aventi grandezza superiore ai 500mwhw nm come, ad esempio, mwiaproteine e mwiqacidi nucleici.

Le mwiwfemmine dei mammiferi, compresi gli umani, sono provviste di ghiandole mammarie che servono per produrre il latte con il quale si alimenteranno i cuccioli appena nati. Nei mwjamammiferi superiori queste ghiandole sono organizzate a formare la mwjqmammella. A seguito del parto, dunque, il corpo della mwjggenitrice distribuirà con il latte riserve di nutrimento accumulate in mwjwgestazione per coprire il periodo di sviluppo della capacità edule propria del piccolo.

Il piccolo di mammifero ha in genere un istinto prevalentemente ormonal-olfattivo, che lo indirizza al mwkqcapezzolo, se presente nella specie, dove potrà suggere il prezioso alimento.cite-ref-1[1]

Tipi commerciali

Dal punto di vista commerciale tecnico-legale, il latte si distingue in tre macrotipi:

• latte a uso alimentare umano;
• latte a uso mwmwcaseario;
• latte a uso alimentare animale.

Il processo fisiologico

Lattazione

Il primo liquido prodotto dalle mammelle, dopo ciascun parto, è detto mwoqcolostro, una soluzione simile al siero plasmatico contenente in diversa misura a seconda della posizione tassonomica dell'animale, anticorpi (mwogimmunoglobuline A che vanno a sostituire IgG e IgM nel corso dell'evento), mwowlinfociti e altre cellule modulatrici della mwparisposta immunitaria, mwpqprostaglandine e altri componenti lipidici, zuccheri, mwpgvitamine principalmente della frazione liposolubile, amminoacidi e ioni. Principalmente utile al trasferimento della mwpwrisposta immunitaria al neonato, all'induzione della peristalsi intestinale e all'espulsione del mwqameconio.

Dopo un certo periodo dal parto, proporzionale nella maggior parte dei mammiferi, il colostro è sostituito dal latte vero e proprio, successivamente alla mwrgmontata lattea. Esso ha le proprietà nutritive necessarie allo sviluppo del piccolo, ma ridotte funzioni a livello immunitario, data la capacità dell'apparato digerente in via di sviluppo, di digerire le immunoglobuline (ormai prevalentemente IgA) presenti. La resistenza batterica del latte stesso viene affidata al mwrwlisozima. La funzione immunitaria è basilare nelle specie a mwsaplacenta di tipo sindesmocoriale, impermeabile al trasferimento anticorpale madre-figlio, e varia considerevolmente nell'ambito delle mwsqfamiglie della classe. Dopo la mungitura, per azione residua delle citate sostanze, per qualche ora (3-4) si registra una certa azione batteriostatica (non battericida), che poi va scemando rapidamente fino a scomparire.

Allattamento

La capacità di suzione dei neonati è innata. La capacità produttiva delle mammelle è diversa da specie a specie e da esemplare a esemplare di ciascuna specie, ma può esserne opportunamente aumentata la sua estensione temporale. Negli animali da reddito ciò ottimizza le "prestazioni" dei capi da latte; nella mwtgdonna dà origine al mwtwbaliaggio, cioè l'attività della balia, che fornisce latte a piccoli non suoi con una produzione pressappoco ininterrotta nel corso dell'età fertile.

Nella specie umana la capacità di suzione, presente come riflesso immediatamente dopo il parto, viene persa a circa 4 mesi di vita. I meccanismi di suzione adeguata (corretto attaccamento, allattamento a richiesta e rispetto dei tempi della diade madre-neonato) contribuiscono alla preparazione del seno alla montata lattea. L'allattamento, che di solito tende a ridursi gradualmente in fase di svezzamento, eccezionalmente, in alcuni ambiti culturali può durare fino a 7 anni. In genere, dopo il 6º mese compiuto può avvenire lo mwuqsvezzamento del piccolo.

Composizione del latte

A seconda della specie animale, il latte ha diverse componenti di cui la quantità varia considerevolmente. Ciò è particolarmente vero nel caso della percentuale di grassi che raggiunge valori altissimi nei mammiferi marini in genere: per esempio nelle mwvafoche e nei mwvqcetacei si raggiungono valori superiori al 50%. Anche mwvgartiodattili di climi freddi, come mwvwyak, mwwaalci e mwwqrenne, producono comunque latte a elevatissimo potere calorico.

Nella specie umana il mwwwlatte materno si differenzia per il numero più elevato di oligosaccaridi (HMO), in particolare, si è visto che la composizione del latte può variare da donna a donna e modificarsi in funzione delle esigenze a al sesso del nascituro.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]

| Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] | Composizione dei nutrienti del latte di diversi mammiferi [ 4 ] [ 5 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Specie | Acqua % | Residuo secco % | Proteine % | Lipidi % | Lattosio % | Ceneri [ 6 ] % |
| Umano | 87,6 | 12,4 - 12,6 | 1,1 - 2 | 3,7 - 4,5 | 6,4 - 6,8 | 0,2 - 0,3 |
| Vacca | 87,3 | 12,2 - 12,7 | 3,1 - 3,4 | 3,5 - 3,7 | 4,9 - 4,9 | 0,7 - 0,7 |
| Bufala | 82,3 | 17,7 - 21,5 | 5,1 - 5,9 | 7,5 - 10,4 | 4,3 - 4,4 | 0,7 - 0,8 |
| Pecora | 83,6 | 16,3 - 16,4 | 5,1 - 5,5 | 4,3 - 6,2 | 4,2 - 4,6 | 0,9 - 0,9 |
| Capra | 86,8 | 12 - 13,2 | 3,1 - 3,8 | 3,5 - 4 | 4,6 | 0,8 - 0,8 |
| Asina | 90,1 | 9,9 - 10,2 | 1,7 - 1,8 | 1,2 - 1,4 | 6,2 - 6,9 | 0,5 - 0,5 |
| Cavalla | 90,6 | 9,4 - 11 | 2 - 2,7 | 1,1 - 1,6 | 5,9 - 6,1 | 0,4 - 0,5 |
| Cagna | 75,4 | 20,7 - 24,6 | 9,5 - 11,2 | 8,3 - 9,6 | 3,1 -3,7 | 0,7 - 1,2 |
| Cammella | 86,5 | 13,5 - 14,4 | 3,7 - 4 | 3,1 - 4,9 | 5,1 - 5,6 | 0,7 - 0,8 |

• L'mwzaacqua è in tutti i casi il componente principale.
• I mwzglipidi, principalmente grassi saturi, sono la principale fonte energetica nel latte, generalmente sotto forma di mwzwtrigliceridi, cioè esteri del mw0aglicerolo con tre mw0qacidi grassi, di cui:

mw1qmw1gmw1wtra i saturi:
mw2qAcido butirrico Butanoico C4:0
mw2wAcido caproico Esanoico C6:0
mw3qAcido caprilico Ottanoico C8:0
mw3wAcido caprico Decanoico C10:0
mw4qAcido laurico Dodecanoico C12:0
mw4wAcido miristico Tetradecanoico C14:0
mw5qAcido palmitico Esadecanoico C16:0
mw5wAcido stearico Ottadecanoico C18:0

mw6gmw6wmw7ae tra gli insaturi
Acido caproleico cis-9:-decanoico C10:1
mw8aAcido miristoleico cis-9-tetradecenoico C14:1 ω5
mw8gAcido palmitoleico cis-6-esadecenoico C16:1 ω7
mw9aAcido petroselinico cis-6-ottadecenoico C18:1 ω6
mw9gAcido oleico cis-9-ottadecenoico C18:1 ω9
mw-aAcido elaidinico trans-9-ottadecenoico C18: ω9
mw-gAcido vaccenico trans-11-ottadecenoico C18:1 ω11
mw-aAcido linoleico cis,cis-9,12-octadecadienoico C18:2

I principali composti rappresentati sono trigliceridi con prevalenza di acido palmitico, oleico, stearico e miristico in molte specie.

Caratteristica comune è una maggiore presenza dell'acido palmitico in posizione 2, centrale, al contrario dei trigliceridi degli oli vegetali che hanno tipicamente un acido insaturo in posizione centrale. La variabilità della distribuzione di acidi grassi e composizione dei trigliceridi è comunque interspecifica, intraspecifica, e vi sono differenze anche per stadio di lattazione e stagione, nonché legate al tipo di alimentazione. Sono presenti componenti lipidiche minori quali mwaqadigliceridi, mwaqefosfolipidi, soprattutto mwaqifosfatidilcolina e mwaqmfosfatidiletanolammina, e mwaqqsteroli, soprattutto mwaqucolesterolo. Per la loro natura anfifilica, le componenti lipidiche minori si trovano prevalentemente nella superficie dei globuli di grasso e contribuiscono a stabilizzare l'emulsione.

• I mwaqgglucidi presenti, seconda fonte energetica del latte, sono costituiti in tutte le specie animali, per la quasi totalità dallo zucchero (disaccaride) mwaqklattosio. Il lattosio è il composto mwaqoosmoticamente più attivo dell'alimento, con una concentrazione relativamente costante nel latte delle diverse specie. La secrezione del latte è isotonica rispetto al sangue grazie al richiamo di acqua dal sangue alla mammella dovuta al lattosio. La quantità di latte prodotta è direttamente proporzionale alla quantità di lattosio sintetizzata. Sono presenti altri glucidi, prevalentemente mwaqsoligosaccaridi composti da mwaqwglucosio, mwaq0galattosio, mwaq4fucosio, mwaq8glucosammina, mwaraN-acetilglucosammina, galattosammina, N-acetilgalattosammina, e mwareacido sialico in genere coniugati a proteine (mwariglicoproteine), come la k-caseina, differente da quelle calcio sensibili (αs1, αs2, e β) per la sua solubilità su una vasta gamma di concentrazioni di mwarmCamwarq++ e il suo basso contenuto di fosforo.

Il tenore di oligosaccaridi nel latte delle diverse specie varia sensibilmente. Mentre è minimo nel latte vaccino e di altri mammiferi domestici, è normalmente superiore alla concentrazione di lattosio nel latte di mwaryorso, di mwarcmarsupiali e mwargpinnipedi.

• Le mwarsproteine sono invece per i due terzi rappresentate dalla famiglia delle fosfoproteine denominate generalmente mwar0caseina (per esempio la mwar4K-caseina). Apparentemente la concentrazione di proteine nel latte delle diverse specie è inversamente proporzionale alla concentrazione di glucidi. Il tenore proteico del latte tende ad essere più elevato nelle specie che sono caratterizzate dalla rapida crescita dei cuccioli dopo la nascita, il tenore glucidico, al contrario, è più alto nel latte delle specie a crescita lenta (come l’uomo).

Le proteine seriche o sieroproteine, separabili dalla caseina quando si coagula il latte, rappresentano la frazione non sedimentabile per centrifugazione, precipitazione presamica (con l'aggiunta di mwasacaglio) o acida e rappresentano la maggior parte delle proteine non caseiniche nel latte. Sono di elevatissimo valore nutrizionale e biologico, mwasecarrier di molti nutrienti ma spesso chimicamente delicate, e in vario grado mwasitermolabili. Sono sintetizzate nella mammella la beta-lattoglobulina, l'alfa-lattoalbumina e la mwasmlattoferrina, sono di origine extramammaria le mwasqimmunoglobuline, la sieroalbumina e l'mwasualbumina serica ematica. Vi è inoltre una larga popolazione di mwasyproteine ad azione enzimatica, come alcune mwascproteasi, mwasgossidasi e mwaskperossidasi (una su tutte, l'mwasoeponima mwassmwaswlattoperossidasi), mwas0catalasi, diverse mwas4transaminasi, mwas8lipasi, mwatafosfatasi alcalina, mwatelisozima, e altre in proporzioni variabili.

• mwatqSostanze minerali, in forma solubile e insolubile.
• mwatyVitamine idro e liposolubili. (principalmente del complesso B, C e PP).
• Sostanze "aromatiche" (non in senso chimico, ma altri composti, volatili e no, responsabili di gusto e profumo).
• mwatkCellule somatiche, leucociti, soprattutto macrofagi, che aumentano in caso di infezione o infiammazione.
• mwatsBatteri flora saprofita tipica della stalla, anche lattici.

L'eventuale presenza di patogeni, sempre possibile nel latte crudo, con incidenza media casuale nel tempo intorno al 20% delle mungiture, è legata allo stato di salute dell'animale e a carenze igieniche, anche non apparenti, delle operazioni e dell'ambiente di mungitura. Il rischio è comunque sempre presente, ragion per cui è universalmente raccomandato dagli Organi Sanitari un adeguato riscaldamento (bollitura) prima del consumo.

Oltre al loro alto valore nutrizionale, numerose proteine del latte sono precursori di peptidi biologicamente attivi, divisi in tre famiglie:

• le caseine (α, β e κ);
• le sieroproteine (immunoglobuline, β-lattoglobuline, α-lattalbumine, lattoferrina e lisozima);
• i fattori di crescita (prolattina, mwauitransforming growth factor [TGF], mwauminsulin-like growth factor [IGF]).

La casoxina è un antioppioide, mentre caseomorfine e lattorfine, contenuti nel latte di tipo A1 e assorbiti nell'intestino, hanno un'azione oppioide simile: narcotica, analgesica, calmante sui sistemi respiratori, cardiovascolare, nervoso centrale e periferico; rallenta il transito nel lume intestinale e favorisce il riassorbimento di acqua ed elettroliti, in caso di sindromi diarroiche. Le caseoplatine, derivate dal κ-caseinoglicomacropeptide (che si forma durante la caseificazione), hanno una sequenza dove sono presenti alcuni residui mwauyamminoacidici (Ile-108, Lys-112, Asp-115) che si trovano anche nella catena γ del mwaucfibrinogeno e si ipotizza che competano con questo nel legarsi alle piastrine.

Il latte da specie d'allevamento

L'introduzione del latte extraspecie nell'alimentazione umana è un fatto cronologicamente piuttosto recente. Dalle origini della nostra specie, datata a circa 200mwava 000 anni fa, la capacità di digerire da adulti il mwavelattosio contenuto nel latte è da riferirsi a una mwavimutazione genetica occorsa nell'uomo in un periodo non posteriore agli ultimi 7mwavm 000 anni.cite-ref-7[7] Detta mutazione concerne la sintesi e la mwavgpersistenza di lattasi in età adulta, indispensabile per la digestione (mwavkidrolisi) del mwavodisaccaride in zuccheri semplici e quindi per l'utilizzo dello mwavszucchero del latte o lattosio da parte del nostro organismo. La distribuzione tra la popolazione umana di questa mutazione non è omogenea ma varia considerevolmente per individuo ed etnia.

La rivoluzione negli usi e nella cultura del mwav0neolitico ha poi favorito la selezione naturale umana, amplificando la presenza di individui così mutati nelle civiltà a cultura dedita all'mwav4allevamento e alla mwav8pastorizia, prima in mwawaVicino e mwaweMedio Oriente e successivamente nel resto di mwawiEuropa e mwawmAfrica, con prevalenza del nord. La produzione e commercializzazione attuale del latte per scopi alimentari umani si basa sull'allevamento di animali come per esempio la mwawqmucca, la mwawubufala, la mwawypecora, la mwawccapra, l'mwawgasina ma esistono animali, come gli mwawkalpaca e gli mwawoyak, che vengono poco utilizzati, ma hanno tutte le potenzialità per essere edibili.

| Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] | Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] | Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] | Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] | Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] | Distribuzione tipica degli acidi grassi nei più comuni latti per utilizzo lattiero-caseario [ 8 ] [ 9 ] [ 10 ] |
|---|---|---|---|---|---|
| Acido grasso | Notazione breve | Vacca | Bufala | Pecora | Capra |
| acido butirrico | 4:0 | 4.8 | 4.8 | 4.4 | 3.8 |
| acido caproico | 6:0 | 2.4 | 2.3 | 2.9 | 2.8 |
| acido caprilico | 8:0 | 1.2 | 1.1 | 2.6 | 2.7 |
| acido caprico | 10:0 | 2.6 | 1.9 | 7.1 | 8.3 |
| acido laurico | 12:0 | 3.0 | 2.5 | 3.9 | 3.5 |
| acido miristico | 14:0 | 10.7 | 10.4 | 9.9 | 9.1 |
| acido palmitico | 16:0 | 28.5 | 29.3 | 23.2 | 23.6 |
| acido palmitoleico | 16:1 | 1.2 | 1.6 | 1.0 | 0.6 |
| acido stearico | 18:0 | 11.9 | 13.4 | 11.4 | 11.3 |
| acido oleico | 18:1 | 23.4 | 23.9 | 24.1 | 24.9 |
| acido linoleico | 18:2 | 2.2 | 2.4 | 3.2 | 2.8 |
| acido linolenico | 18:3 | 0.5 | 0.3 | 0.6 | 0.6 |
| acido rumenico | 18:2 coniugato | 0.7 | 0.6 | 1.0 | 0.9 |

Quando si parla di "latte", in Italia per legge s'intende mwaewquello vaccino, mentre la specificazione risulta obbligatoria per le altre varianti: mwae0latte bufalino, mwae4latte pecorino, mwae8latte caprino, mwafalatte di asina. Nel corso del mwafeXX secolo si è assistito a un enorme progresso della mwafizootecnica e dell'industria di trasformazione, centrato sulla qualità e sulla digeribilità del prodotto.

Questi tipi di latte di origine animale sono chiamati a sostituire quello materno dopo lo mwafqsvezzamento. Nelle società occidentali e medio orientali, che storicamente o culturalmente hanno ereditato usi e conoscenze di secoli di allevamento, con il metodo più efficiente di trasformare i prati incolti del loro ambiente in sostentamento, il latte e i suoi derivati occupano una posizione importante. Nella tradizione culturale italiana, che eredita tutto il peculiare universo della civiltà contadina, il latte ha una sua particolare posizione che attiene agli usi, al lavoro e all'economia delle popolazioni che appunto provengono da una strutturazione sociale agro-pastorale.

In questi ambiti il latte è, quanto il mwafypane e più caratteristicamente di questo, e in assenza di intolleranze, alimento utile, per tutte le età, dall'infante all'anziano che per vari motivi si trova privo di alternative per alimentarsi, passando per tutte le fasi nelle quali se ne assumono gli importantissimi contenuti di mwafccalcio e mwafgproteine, mwafkvitamine, mwafozuccheri e mwafslipidi.

In culture non dedite all'allevamento, invece, l'importanza del latte è marginale o assente, e le percentuali di intolleranza al latte sono comprese tra l'80% e il 100%.cite-ref-11[11] Nel mwageII secolo a.C. comincia in mwagiCina la mwagmproduzione del latte di soia, in alternativa al latte di specie animali d'allevamento. Ben più recente è invece la produzione di mwagqlatte artificiale.

Gusto

Il latte vaccino non ha gusto costante, perché il suo sapore dipende fondamentalmente dall'alimentazione dell'animale che lo produce. Questo è il motivo della distinzione qualitativamente avvertibile da chiunque sorseggi latte d'alpeggio e di animali a pascolo libero. Oggigiorno le stalle moderne per produzione industriale attuano un'alimentazione costante tutto l'anno, con il cosiddetto mwagcunifeed o tecnica del mwaggpiatto unico, mangime miscelato e contenente tutti i nutrienti, non tutti necessariamente da mwagkforaggi, ma a seconda dei periodi dell'anno e della legislazione vigente, che ne regolamenta vietandone o permettendone l'uso, additivati di fibre, derivati industriali che residuano dall'estrazione della frazione oleosa per via meccanica o mediante solventi di semi (farine di estrazione e panelli), grassi di diversa origine, per lo più oli di semi, farine di pesce, sangue e altro. A tutto il 2008 in Europa è temporaneamente vietato, per la questione relativa all'eradicazione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili, l'uso di farine di carne e di ossa provenienti da mammiferi.

Per quanto riguarda gli aspetti più propriamente organolettici, si può dire che più intensivo è il trattamento termico (sia di refrigerazione che di riscaldamento) per la conservazione, minore è il contenuto aromatico proprio del latte. Mentre l'omogeneizzazione dei grassi incide solo sugli aspetti tattili, la scrematura invece ha effetto sul gusto. Sintetizzando e semplificando, si può dire che la "qualità" sensoriale del latte (odori, aromi, sapori, gusto, sensazioni tattili, persistenza e complessità) decresce nei seguenti tipi:

• latte crudo;
• latte fresco (quello fresco di "alta qualità" è superiore dal punto di vista nutrizionale ma non vi è alcuna differenza dal punto di vista organolettico con quello fresco);
• latte fresco microfiltrato;
• latte pastorizzato;
• latte UHT;
• latte sterilizzato;
• latte alta digeribilità.

Dal punto di vista tattile il latte crudo dà in bocca, rispetto al latte fresco, una netta sensazione di maggior grassezza o "spessore": questo è dovuto al semplice fatto che non subisce alcuna operazione di omogeneizzazione.

Il latte fresco e il latte crudo

Spesso confusi, il latte fresco e il latte crudo sono due prodotti diversi, non solo dal punto di vista organolettico e nutrizionale, ma anche legale a causa del differente processo produttivo e distributivo.

Viene definito "latte fresco pastorizzato" (introdotto in Italia con la legge n. 169/89) il latte che perviene crudo allo stabilimento di confezionamento e che, viene sottoposto a un solo trattamento termico entro 48 ore dalla mungitura, presenti al consumo definite caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche che il produttore deve garantire ad ogni lotto. Le condizioni igieniche di trattamento fino alla vendita devono soddisfare i criteri HACCP stabiliti dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) relativi alla garanzia di gestione dei rischi sanitari. Le confezioni sono in genere da 1 litro o 1/2 litro. Ha un prezzo al consumo mediamente più elevato, legato al processo di mwahgpastorizzazione (in sintesi: 72mwahk °C per 15 secondi), di confezionamento e di trasporto da distanze maggiori alla centrale. Si può peraltro reperire a un prezzo minimo più basso.

Da notare che latte "pastorizzato" e latte "fresco pastorizzato" sono, per legge, due cose diverse: il primo non ha il requisito del conferimento crudo entro 48 ore nonché l'obbligo di un maggior contenuto di proteine integre che ha invece il latte fresco. C'è anche da dire che il latte pastorizzato, realizzato con una pastorizzazione bassa e lenta, è scarsamente commercializzato a differenza del latte "fresco pastorizzato".

Il "latte crudo" non viene sottoposto ad una temperatura superiore a 40mwahw °C né ad un trattamento avente un effetto equivalentecite-ref-reg1234-12-0[12] ed è prodotto nel rispetto delle norme igieniche alla stalla; presenta naturalmente una flora batterica in ragione delle condizioni igieniche di mungitura e della gestione del raffreddamento nonché dello stato igienico degli impianti e della loro gestione. È quindi uno specchio della flora batterica dell'allevamento e delle pratiche di mungitura. Enzimi come la mwaiefosfatasi, mwaiilisozima e proteine attive termolabili non sono mwaimdenaturate, e i sali inorganici di mwaiqcalcio e mwaiufosforo sono in forma leggermente più solubile. Altre proteine come la caseina risultano leggermente più digeribili, mentre i grassi meno finemente dispersi lo sono meno. Le vitamine termolabili, pur in quantità non molto importante, salvo la D che è scarsa, sono presenti in toto. Il latte è solamente filtrato con eliminazione di impurità grossolane. Viene munto in giornata. Quello venduto direttamente al consumatore ha una "filiera produttiva corta" in quanto non passa dalla centrale per i trattamenti di risanamento. La quantità acquistabile non è vincolata dalla confezione, ma regolata dalle norme metrologiche relative al sistema di distribuzione: in pratica equiparata al prodotto pastorizzato, ha un prezzo medio più basso in ragione dell'assenza dei trattamenti di risanamento presso la centrale e dei relativi costi di approvvigionamento e distribuzione.

Latte fresco di alta qualità

Il "latte fresco di alta qualità" (D.M. 185/91cite-ref-dl185-13-0[13]) è un latte fresco che ha un tenore di materia proteica non inferiore a 32 g/litro e contenuto in mwaiwacido lattico non superiore a 30 ppm. Pertanto, è un latte fresco maggiormente nutriente. Deve rispettare anche altri requisiti in ordine a: controlli delle vacche, delle stalle e degli impianti, numero di cellule somatiche e carica batterica, modalità di refrigerazione e consegna dalla stalla all'impianto, trattamento di pastorizzazione.cite-ref-dl185-13-1[13]

Il latte fresco di alta qualità può essere commercializzato nella sola versione intero.

Intolleranza e allergia al latte

Le mwajucaseine oltre a essere la classe proteica più rappresentata nel latte rappresentano, insieme alla β-lattoglobulina, i principali mwajyantigeni, causa di mwajcallergie, più frequente nei primi anni di vita ma che spesso tendono poi a scomparire con l'età, anche se talvolta causa di gravi shock anafilattici. L'ubiquità di questi composti negli alimenti tende a complicare il controllo della patologia.

La stragrande maggioranza delle intolleranze al latte, e non delle vere mwajkallergie, è invece da imputarsi a un'intolleranza al mwajolattosio, spesso sopravveniente progressivamente in età adulta, o a seguito di stati patologici. Nell'ambito del precedentemente descritto processo d'idrolisi del lattosio interviene un deficit di produzione da parte delle cellule intestinali del mwajsduodeno dell'mwajwenzima mwaj0mwaj4lattasi. La permanenza del lattosio indigerito ne determina la mwaj8fermentazione da parte della flora intestinale con produzione di gas e acidi organici, e richiamo nel mwakacolon per mwakeosmosi di acqua con conseguente mwakiflatulenza, mwakmmeteorismo, mwakqcrampi addominali, mwakudiarrea e in assenza di provvedimenti, dimagrimento. La deficienza di lattasi nell'intestino, a parte casi estremi di drastici interventi chirurgici, non è mai totale, e non viene ritenuta necessaria una idrolisi totale del lattosio nei latti "delattosati", il cui uso continuato potrebbe invece ingenerare una riduzione dell'enzima naturalmente prodotto e contenuto nel tratto intestinale a livello dei microvilli.

Infine esiste una limitata casistica di intolleranza alle proteine del latte, non di tipo allergico, nota con l'acronimo inglese MPI.

Latte e osteoporosi

In merito alle qualità benefiche del latte nel contrasto all'osteoporosi gli esperti del settore non hanno saputo ancora dare una risposta certa. Secondo la maggior parte degli scienziati un elevato consumo di latte non previene l'mwakkosteoporosi, né aiuta i soggetti affetti da questa patologia, inclusi quelli più a rischio per motivi fisiologici, come le donne in mwakomenopausa. In particolare, secondo l'Harvard Nurses' Health Studycite-ref-14[14], che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, l'aumentato consumo di latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio di fratture. Recentemente l'adeguatezza di latte e latticini come fonte di calcio è stata messa in discussione dai sostenitori della cosiddetta mwak8dieta alcalina. Secondo i sostenitori di tale dieta, che però non trova unanime supporto scientifico, le proteine del latte aumenterebbero l'acidità dei fluidi corporei provocando una reazione fisiologica che impoverirebbe i depositi di calcio nelle ossa per ristabilire il mwalapH. Le ricerche non hanno trovato alcun collegamento tra mwaleacidosi metabolica e il consumo di latte.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17] Altri studicite-ref-18[18]cite-ref-19[19] non hanno evidenziato alcun effetto protettivo sull'osso da parte del calcio proveniente dai derivati del latte. Occorre tuttavia precisare che questi studi hanno avuto come soggetti d'indagine soprattutto donne bianche di età superiore ai 34-60 anni; per questo motivo non è possibile generalizzare i risultati ottenuti nelle categorie escluse quali giovani donne, individui di sesso maschile o rappresentanti di altre mwamyetnie.

D'altro canto, i sostenitori del latte affermano completamente l'opposto: il latte e i suoi derivati sono alimenti essenziali nella dieta quotidiana per la prevenzione dell'mwamgosteoporosi. Questo poiché essendo questi alimenti ricchi di calciocite-ref-20[20]cite-ref-21[21] (fondamentale sia in età giovanile, per il raggiungimento di un picco di massa ossea elevato, sia in età avanzata per evitare fratture ossee) vanno a supportare la formazione delle ossa e il loro rafforzamento. Inoltre secondo questo filone di esperti soggetti carenti dell'enzima lattasi (come ad esempio intolleranti al lattosiocite-ref-22[22]) sembrano essere più inclini a osteoporosi e fratture ossee.cite-ref-23[23]cite-ref-24[24] C'è da specificare però che secondo questi scienziati il solo calcio non basta, è necessaria anche un'adeguata attività fisicacite-ref-25[25], integrare un'adeguata quantità di vitamina Dcite-ref-26[26], ed evitare fumo e alcol.

Igiene alimentare e sofisticazione alimentare

Contaminazioni microbiologiche

Il latte, per la sua composizione (presenza di nutrienti, in particolare proteine, alto contenuto di acqua), è un substrato ideale per la crescita dei microrganismi. Inoltre essendo un prodotto di origine animale, può facilmente albergare agenti infettivi ed essere quindi veicolo di malattie trasmissibili dagli animali all'uomo (mwaogzoonosi). Tra le zoonosi più rilevanti ci sono mwaokbrucellosi, mwaoolisteriosi, mwaossalmonellosi, e mwaowtubercolosi.

Contaminazioni e sofisticazioni chimiche

Il latte, essendo un'emulsione di grassi in una soluzione acquosa, può essere contaminato da numerose sostanze sia lipo che idrosolubili.

Tali contaminazioni possono avere origine ambientale (ad esempio residui di mwapafitofarmaci, mwapetossine di origine fungina che l'animale ingerisce con l'alimentazione), oppure derivare da contaminazioni durante il processo di trasformazione e conservazione (ad esempio contaminazione da mwapiItx derivante dei processi di stampa delle confezioni, ora vietato) oppure essere il risultato di sofisticazioni (come avvenuto nel caso dell'aggiunta fraudolenta alla produzione o durante i trasporti, di sostanze azotate come (urea) mwapmmelammina in mwapqCina, atta a elevare apparentemente il contenuto proteico del latte), o semplicemente sale, atto a mascherare l'aggiunta di acqua.

Trattamenti industriali del latte

Il latte crudo può essere sottoposto ad alcuni trattamenti preliminari prima delle procedure di sterilizzazione che eliminano i batteri.cite-ref-27[27]

Scrematura

Con la centrifugazione le particelle più pesanti (materiale grossolano e parte delle cellule somatiche) sedimentano sul fondo e vengono allontanate, mentre le parti più leggere vengono separate (scrematura) e poi rimiscelate al latte per ottenere una determinata percentuale di grasso (per determinarne la percentuale uno dei primi sistemi usati fu nel 1892 il mwap0metodo Gerber).

La "scrematura"cite-ref-28[28] si effettua a una temperatura di circa 55mwaqm °C, ottenendo la completa separazione della parte grassa (la mwaqqpanna). Più è lunga e intensa la centrifugazione, migliore è la separazione. Il latte magro che si ottiene ha un residuo grasso dello 0,1-0,5%. Per rimiscelazione in linea della panna si ottengono i titoli di grasso desiderati (valori imposti dalla legge per il latte alimentare):cite-ref-reg1234-12-1[12]

• meno di 0,5% per il latte "scremato";
• tra 1,5 e 1,8% per il latte "parzialmente scremato";
• almeno 3,5% per il latte "intero".

È definito come "latte" tal quale il latte che non ha subito trattamenti di scrematura né trattamenti termici.

Omogeneizzazione

Durante il processo di pastorizzazione o sterilizzazione, il latte può essere omogeneizzato. L'omogenizzazione è un procedimento quasi universalmente utilizzato dalle centrali di trattamento in particolare per ridurre ed omogeneizzare le dimensioni dei globuli di grasso, aumentando la stabilità dell'emulsione ed evitando/rallentando l'affioramento/cremaggio del grasso del latte alimentare. Il latte viene fatto passare sotto alta pressione attraverso una particolare valvola (omogeneizzatrice) in grado di spezzare i globuli di grasso e di disperderli uniformemente nel latte, costituendo così un'emulsione più stabile, ed evitando problemi di affioramento nel tempo di conservazione. Il prodotto diventa più facilmente digeribile per il consumatore, al quale è garantita uguale percentuale di grasso nel periodo di consumo.

Raffreddamento

Il primo trattamento avviene nella sala mungitura. Qui il latte, che esce dalle mammelle delle mwarqmucche con una temperatura di 37mwaru °C circa, viene convogliato in mwarytank latte chiuse dove è raffreddato entro tempi fra 20 e 460 minuti, e conservato a 4-6mwarc °C. Con questa temperatura i batteri che hanno inquinato il latte dall'uscita della mammella in poi, si riproducono più lentamente che d'ordinario (37mwarg °C della vacca e c.a 20-25mwark °C dell'ambiente). Poi il latte viene trasferito sulle autobotti isoterme (coibentate), che lo trasportano ai caseifici per la trasformazione in prodotto finito.

Pastorizzazione

Grazie alle scoperte del chimico francese mwarwLouis Pasteur, riguardanti l'uccisione delle mwar0brucelle con il calore (circa 70-80mwar4 °C), è possibile oggi mwar8mwasapastorizzare ovvero riscaldare il latte a temperature capaci di uccidere i microbi patogeni e gran parte della microflora saprofita. Durante la pastorizzazione "il latte viene fatto passare per tubi di uno scambiatore di calore per circa 30 secondi".cite-ref-ref-a-29-0[29] Questo trattamento riduce notevolmente la carica batterica, causando minime variazioni organolettiche e nutrizionali, compensate largamente dalle condizioni di sicurezza igienica.

Tutti i trattamenti si concludono con il raffreddamento a 4mwasy °C per ridurre lo sviluppo dei batteri; a questa temperatura il latte fresco si conserva per 6 giorni," il latte viene confezionato in cartoni, distribuito attraverso la catena del freddo"cite-ref-ref-a-29-1[29] (camion frigoriferi per la distribuzione in città, banco frigorifero del lattaio, e finalmente il mwassfrigorifero di casa).

Pastorizzazione bassa

Questo trattamento, ormai desueto, si applica oggi solo in presenza di latte a minimo rischio di mwas4contaminazione, che viene portato a 63mwas8 °C per un periodo di 30 minuti. L'evoluzione genetica di taluni batteri però rende comunque assai poco efficace il trattamento per usi di alimentazione diretta.

Pastorizzazione rapida HTST ( High Temperature Short Time )

Il latte, a seguito di preriscaldamento, è portato velocemente a una temperatura minima di 72mwatm °C per almeno 15 secondi. Tale pastorizzazione è resa possibile tramite una riduzione in strato sottile del latte che viene fatto passare tra piastre riscaldate (stassanizzazione). La stassanizzazione sfrutta altresì il fenomeno che vede le cellule batteriche attratte verso la superficie della piastra di scambio termico: ciò provoca un moto turbolento del liquido che garantisce uno scambio termico efficiente e uniforme. Questa temperatura uccide circa il 96% dei batteri (di primaria importanza è l'abbattimento della carica batterica rappresentata dalle forme vegetative dei mwatumicobatteri della tubercolosi e batteri della brucellosi, oltre ad altri patogeni importanti), mentre resta un 5% costituito dalle spore, cioè da batteri che si sono trasformati in una forma molto resistente al calore. Per rallentare la crescita dei batteri rimasti, il latte viene subito raffreddato a 4mwaty °C.cite-ref-30[30] Il latte pastorizzato può essere conservato a 4mwats °C per sei giorni. Il latte che ha subito tale trattamento può definirsi "fresco" e deve risultare "fosfatasi negativo" e "perossidasi positivo", a dimostrazione oggettiva che il trattamento termico è stato fatto a una temperatura non inferiore a 72mwatw °C e non superiore a 78mwat0 °C per 15 secondi (sopra il livello di distruzione dei patogeni e non surriscaldato).

Trattamento UHT ( Ultra High Temperature )

È una particolare tecnica di mwauesterilizzazione che consiste nel trattare il latte omogeneizzato e preriscaldato ad almeno 135mwaui °C attraverso l'impiego di vapore acqueo surriscaldato per non meno di un secondo. Si parla di UHT a sistema "indiretto" quando la sterilizzazione del latte avviene tramite scambiatori di calore (piastre o tubi), mentre viene detto UHT "diretto" (mwaumuperizzazione TM°) quando la sterilizzazione del latte avviene in contatto diretto con il fluido riscaldante cioè il vapore acqueo, che viene rievaporato nella successiva fase di raffreddamento flash sotto vuoto. In genere il trattamento diretto (circa 140mwauq °C per 2-4 secondi) dà luogo a un prodotto organoletticamente migliore del trattamento indiretto per un minore "effetto termico". Successivamente si raffredda il latte a 15-20mwauu °C e si procede entro impianti sterili chiusi, in flusso continuo, al confezionamento asettico del latte in contenitori sterilizzati in linea (brik, bottiglie in HDPE o PET) che vengono chiusi ermeticamente. La condizione di ermeticità del contenitore è condizione essenziale della lunga conservazione.

Anche il trattamento UHT non garantisce la distruzione delle spore più resistenti: la sterilità commerciale viene definita come "assenza di microorganismi capaci di riprodursi e recare danni al prodotto nelle usuali condizioni di conservazione a temperatura ambiente" (stabilità microbiologica). Il latte UHT è considerato a "lunga conservazione" e si può conservare per circa 3-6 mesi a temperatura ambiente. Le confezioni dei vari tipi di latte sterilizzato UHT devono riportare il termine minimo di conservazione "da consumarsi preferibilmente entro..." (giorno, mese, anno). Ciò significa che anche dopo la data di scadenza, per un tempo ragionevole, il prodotto può essere consumato, nonostante le qualità organolettiche possono risultare alterate.

Sterilizzazione

È il trattamento termico più energico, che assicura la completa eliminazione di tutti i batteri, anche delle spore. Il latte così mwauksterilizzato ha una lunga conservazione a temperatura ambiente, anche oltre i 6 mesi. Il processo è costituito da un trattamento mwauoflash, per circa 3 secondi ad una temperatura di 140 °C, seguito da riempimento e sigillazione del contenitore (vetro-lattina) con susseguente sterilizzazione in autoclave (continua o discontinua) del contenitore chiuso. Tuttavia, una volta che si è aperto un contenitore di latte sterilizzato (al pari dell'UHT) è necessario tenerlo in frigorifero e consumarlo entro pochi giorni; infatti potrebbe venire a contatto con i microrganismi presenti nell'ambiente, i quali all'interno dell'alimento non troverebbero alcuna competizione con altri batteri e sarebbero liberi di proliferare. La sterilizzazione elimina la maggior parte dei batteri presenti nel latte che potrebbero nuocere al nostro organismo.

Il latte sterilizzato è rilevantemente più sicuro del latte UHT dal punto di vista batteriologico, ma ha subito un danno organolettico oggi non più accettato nella maggioranza dei casi, rispetto al latte UHT. Tale latte ha avuto il merito di rendere disponibile l'assunzione di un alimento così importante a fasce di popolazione vaste, allora poco raggiungibili dal "latte fresco". Dal punto di vista commerciale ha ormai una scarsa rilevanza poiché, oltre ai contenuti nutrizionali, anche il sapore risulta piuttosto alterato: è quindi principalmente destinato all'esportazione in paesi con condizioni sociali e climatiche difficili.

Microfiltrazione

La mwau4microfiltrazione del latte è un trattamento puramente meccanico, con filtrazione molto sottile attraverso membrane ceramiche a maglie di 1-2,5 micron: questa filtrazione, in grado di separare fisicamente i microbi dal latte, viene praticata sulla sola frazione magra del latte senza interagire con le componenti nutritive in esso contenute.

Si separa la frazione lipidica del latte con la tradizionale centrifugazione a circa 50mwava °C. La frazione grassa (lipidica) non può essere sottoposta a microfiltrazione avendo i globuli di grasso dimensioni simili alle maglie della membrana filtrante. Il latte scremato, separato dalla panna, viene microfiltrato su membrana porosa eliminando la quasi totalità della flora microbica che ha inquinato il latte dopo l'uscita della mammella nell'ambiente di mungitura.

Le due frazioni, panna e latte magro microfiltrato, vengono poi miscelate in flusso continuo in rapporto tale da ottenere il titolo di grasso desiderato. Il latte titolato (intero, parzialmente scremato, scremato), a carica batterica estremamente ridotta, simile al momento di uscita dal capezzolo della mammella, viene pastorizzato a 72-75mwavi °C per 15-20 secondi con il metodo di pastorizzazione classico HTST, che consente l'inattivazione di eventuali specie microbiche patogene residuali.

Si ottiene così un latte con caratteristiche microbiologiche eccellenti che ne consentono la conservazione in regime refrigerato per tempi lunghi, oltre 15 giorni dal trattamento, e con caratteristiche organolettiche ottimali, perfettamente sovrapponibili a un latte pastorizzato di qualità elevata.cite-ref-31[31]

Latte delattosato

I vari prodotti denominati latti HD, alta digeribilità, e relativi differenti nomi commerciali, sono indicati ai soggetti che non possiedono l'enzima lattasi o ne sono temporaneamente deficitari per alterazioni intestinali, e non possono scindere il lattosio nei costituenti. Il lattosio, zucchero del latte, viene trasformato negli stabilimenti in due zuccheri semplici che costituiscono il disaccaride: glucosio e galattosio, per azione dell'enzima lattasi. L'intolleranza al latte è dovuta alla mancata scissione in monosaccaridi del lattosio; quest'ultimo, attraverso fenomeni osmotici, richiama liquidi nell'intestino crasso determinando disagi intestinali quali meteorismo e scariche diarroiche.

Latte sintetico

Nello mwavwScience park di mwav0Rehovot l'azienda mwav4Wilk produce mwav8latte sintetico a partire dalle mwawacellule epiteliali mammarie.cite-ref-32[32]cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]

La mwaw4startup israeliana mwaw8Remilk, fondata nel 2019, ha annunciato l'apertura di una fabbrica a mwaxaKalundborg, in Danimarca, dove verrà prodotto latte sintetico.cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]

Produzione mondiale

| # | Paese | Produzione (tonnellate) |
|---|---|---|
| 1 | India | 186 143 000 |
| - | Unione europea | 167 256 000 |
| 2 | Stati Uniti | 98 646 000 |
| 3 | Pakistan | 45 623 000 |
| 4 | Brasile | 35 539 000 |
| 5 | Cina | 31 592 000 |
| 6 | Russia | 31 527 000 |
| 7 | Turchia | 22 791 000 |
| 8 | Nuova Zelanda | 21 372 000 |
| Mondo | Mondo | 842 989 000 |

| # | Paese | Produzione (tonnellate) |
|---|---|---|
| 1 | Stati Uniti | 98 690 477 |
| 2 | India | 89 833 590 |
| 3 | Brasile | 33 839 864 |
| 4 | Germania | 33 064 833 |
| 5 | Cina | 30 745 600 |
| 6 | Russia | 30 345 525 |
| 7 | Francia | 25 541 269 |
| 8 | Nuova Zelanda | 21 392 000 |
| 9 | Turchia | 20 036 877 |
| 10 | Pakistan | 16 722 000 |

| # | Paese | Produzione (tonnellate) |
|---|---|---|
| 1 | Turchia | 1 446 271 |
| 2 | Cina | 1 180 276 |
| 3 | Grecia | 753 819 |
| 4 | Siria | 647 311 |
| 5 | Romania | 626 145 |
| 6 | Spagna | 544 541 |
| 7 | Italia | 524 717 |
| 8 | Sudan | 414 000 |
| 9 | Mali | 381 067 |
| 10 | Somalia | 369 378 |

| Rank | Country | Production (metric tons) |
|---|---|---|
| 1 | India | 6 098 730 |
| 2 | Sudan | 1 151 000 |
| 3 | Bangladesh | 1 122 646 |
| 4 | Pakistan | 915 000 |
| 5 | Francia | 652 327 |
| 6 | Turchia | 561 826 |
| 7 | Mali | 526 130 |
| 8 | Spagna | 461 375 |
| 9 | Sudan del Sud | 459 343 |
| 10 | Grecia | 397 785 |

| # | Paese | Produzione (tonnellate) |
|---|---|---|
| 1 | India | 91 817 140 |
| 2 | Pakistan | 28 109 000 |
| 3 | Cina | 3 003 323 |
| 4 | Egitto | 2 120 365 |
| 5 | Nepal | 1 338 277 |
| 6 | Italia | 247 158 |
| 7 | Birmania | 193 841 |
| 8 | Iran | 129 904 |
| 9 | Sri Lanka | 85 914 |
| 10 | Turchia | 75 742 |

Latte art

Per "latte art" si intende una serie di tecniche di mwbmucaffetteria moderne atte a creare disegni e decorazioni sui mwbmycappuccini, sui mwbmcmarocchini, sui mwbmgcaffè o su mwbmklatte macchiato con il solo aiuto del lattecite-ref-43[43] o con semplici stuzzicadenti. Si possono disegnare cuori, foglie, spirali e tanto altro ancora. Questa tecnica professionale è oggetto di concorsi internazionali.

Altri alimenti definiti "latte"

Per il regolamento europeo Regolamento (UE) n. 1308/2013cite-ref-44[44] confermato da una sentenza della Corte europeacite-ref-45[45] il «latte è esclusivamente il prodotto della secrezione mammaria normale, ottenuto mediante una o più mungiture, senza alcuna aggiunta o sottrazione»; pertanto la denominazione «latte», in linea di principio, non potrebbe essere legittimamente impiegata per designare un prodotto puramente vegetale. Fanno eccezione solo alcuni prodotti dove nella lingua nazionale il termine "latte" associato ad un estratto vegetale viene legittimamente riconosciuto: in Italia il "mwbnglatte di mandorle" ed il "mwbnklatte di cocco".cite-ref-46[46]

Dalla mwbn8noce di cocco si estrae un liquido bianco comunemente chiamato "latte di cocco", da non confondere con l'mwboaacqua di cocco, la quale si trova naturalmente all'interno del frutto.

In alcune regioni del mwboiMezzogiorno d'Italia è diffusa una bevanda chiamata mwbomlatte di mandorla. È un mwboqprodotto agroalimentare tradizionale della mwbouPuglia e della mwboySicilia. Nella Sicilia orientale il latte di mandorla viene utilizzato per la produzione di mwbocgranite, tradizionalmente consumate a colazione nel periodo estivo e in tempi moderni consumato come pasto veloce (granita con mwbogbrioche) a qualunque ora del giorno. Il latte di mandorla è anche un ingrediente del cosiddetto mwbokcaffè leccese.

Non è invece legalmente ammissibile in Italia, l'utilizzo del termine "latte" per il cosiddetto mwboslatte di soia, talvolta chiamato anche "mwbowlatte vegetale".

La Giornata Mondiale del Latte

Istituita dalla FAO nel 2001, ogni 1º giugno si celebra a livello internazionale la mwbo8Giornata Mondiale del Latte, per sottolineare l'importanza di questo alimento.cite-ref-47[47]

Note

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cite-note-33. mwbqkmwbqomwbqsBlog | Allattamento al seno, i pregi del latte materno e il business di quello artificiale, su mwbqwIl Fatto Quotidiano, 15 giugno 2016. mwbq0URL consultato il 15 settembre 2025.
cite-note-jen-41. mwbreOlav T. Oftedal e Sara J. Iverson, mwbrimwbrmComparative Analysis of Nonhuman Milks A. Phylogenetic Variation in the Gross Composition of Milks, in mwbrqHandbook of Milk Composition A volume in Food Science and Technology, Robert G. Jensen, pp.mwbru 749-789, mwbryISBNmwbrc 978-0-12-384430-9.
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Bibliografia

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• mwbmwOttavio Salvadori del Prato, Tecnologia del latte, Milano, Edagricole, 2005, ISBN 88-506-4986-X.

Voci correlate

• mwbnaCaseina
• mwbnqLaban rayeb
• mwbngLattosio
• mwbnwSalva latte
• mwbn4Tè con latte
• mwboalatte fritto

Tipi di latte

• mwbosLatte materno

Elaborazioni del latte

• mwbpqLatte crudo

Prodotti alternativi al latte

• mwbqcLatte di riso
• mwbqkLatte di soia

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Collegamenti esterni

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• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Latte, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
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• mwbriDocumento CRSA su norme etichettatura latte (PDF), su 195.45.99.79. URL consultato il 6 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2014).
• mwbrqCappuccini a regola d'arte, pubblicato su La Repubblica del 20 settembre 2014